domenica 6 novembre 2011

IL MODO TUO D'AMARE - P. Salinas






Il modo tuo d'amare
è lasciare che io t'ami.
Il sì con cui ti abbandoni
è il silenzio.
I tuoi baci sono offrirmi le labbra
perché io le baci.
Mai parole e abbracci
mi diranno che esistevi
e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi,
mappe, telefoni, presagi; tu, no.
E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla,
per timore che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze
quella solitudine immensa
d'amarti solo io.

Pedro Salinas





mercoledì 2 novembre 2011

MUSICA


 







MUSICA

TU HAI INSEGNATO A VEDERE CON L'ORECCHIO E AD UDIRE CON IL CUORE

KAHLIL GIBRAN


 

lunedì 24 ottobre 2011

DESTINY OF LOVE


Serrata dalla malinconia
questa voce che non ascolti
che non è piume
per esserti cuscino
e spingere il volo dei tuoi sogni .

Micol©









 

sabato 1 ottobre 2011

SENSO




"Non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo... salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l'onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l'unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l'ho capito. Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male. E' lì che salta tutto, non c'è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. Non se ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatta tanto di quel male che tu non puoi nemmeno immaginare."

Oceano Mare - A. Baricco




 

domenica 18 settembre 2011

FUNE TESA


Vivo di domande stese sulla fune tesa del giorno.
Mic©l


dedicated


 

ANCORA DA SCOPRIRE


Sei la sorpresa che ancora devo scoprire
perchè io sono il passato tu: il futuro.
Micol©

dedicated


 

SCARPE COMODE


Ed ora indosserei le scarpe più comode
per incamminarmi incontro alla notte.
Fari spenti procedo per l'incognita piu' buia
Micol©



 

lunedì 12 settembre 2011

TRA LACRIME E SOGNO


Voglio piangere fino allo stremo
dormire fino ad annullarmi.
Voglio consumarmi in un letto
tra lacrime e sogno.

Micol

lunedì 5 settembre 2011

NON POSSO PERDONARTI - W.COPE




Non posso perdonarti. E se anche lo potessi
non mi perdoneresti tu d'averti visto dentro.
Ma non posso nemmeno guarire dall'amore
per ciò che mi sembravi prima di smascherarti.


 


- Wendy Cope -



 

QUATTRO LEMBI


 





Fardello di me 
quattro lembi
legati l'uno sull'altro
nodi stretti in un pugno 
per non dimenticare.

Micol©


 

IO NON SONO CAMBIATO - Esenin






Io non sono cambiato. 
Non è cambiato il mio cuore.
Come fiordalisi nella segala fioriscono gli occhi nel viso.
Stendendo stuoie dorate di versi,
vorrei dirvi qualcosa di tenero.
Buona notte!
A voi tutti buona notte!
Più non tintinna nell'erba del crepuscolo la falce del tramonto.
Stasera ho tanta voglia di pisciare
dalla finestra mia contro la luna. 

S.A. Esenin



sabato 3 settembre 2011

SEMBRA DI VELLUTO





Sembra di velluto
ora che ti guardo
ricordo tramato
e d'oro
le iniziali ricamate.

Micol



 

giovedì 1 settembre 2011

TUTTE LE LETTERE D'AMORE * F. Pessoa




Tutte le lettere d'amore sono
ridicole.
Non sarebbero lettere d'amore se non fossero
ridicole.

Anch'io ho scritto ai miei tempi lettere d'amore,
come le altre,
ridicole.

Le lettere d'amore, se c'è l'amore,
devono essere
ridicole.


Ma dopotutto
solo coloro che non hanno mai scritto
lettere d'amore
sono
ridicoli
.

Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo
senza accorgermene
lettere d'amore
ridicole.

La verità è che oggi
sono i miei ricordi
di quelle lettere
a essere ridicoli
.

(Tutte le parole sdrucciole,
come tutti i sentimenti sdruccioli,
sono naturalmente
ridicole)
.

Fernando Pessoa

martedì 30 agosto 2011

CAMPO DI GRANO


Facevo l'amore con allegria
distesa infinita ero campo di grano
una mano poi, ha spento il sole.
Micol

martedì 9 agosto 2011

RAMMENDO D'ORLO D'ONDA





ABITO CHE VENTO INCRESPA
INDOSSA IL MARE 
INCASTONATO DI CORALLO
IL FONDALE CRISTALLINO
LENTE D'INGRANDIMENTO
SOTTO IL CERULEO OCCHIO
DEL CIELO.

MICOL 29.07.2011

 

lunedì 8 agosto 2011

STRUMENTO FALLACE





 


Mero strumento fallace, la luce.



Immerge dimensione fra senso e suono che induce, 
persuade ed indugia  sulla trasparenza dell'onda

ipnosi tessile 



attraenti rifrazioni filtrano dal manifesto occhio riflesso.



Il senso sospeso di pulsioni d'abisso.




Micol©




 

martedì 26 luglio 2011

QUANDO CI SEPARAMMO



 


Quando ci separammo,

fra silenzio e lacrime,

coi nostri cuori infranti,

lasciandoci per anni,

il tuo viso divenne freddo e pallido,

piu' gelido il tuo bacio;

in verita' quell'ora gia' annunciava

il dolore presente.

Se dopo tanti anni

ti dovessi incontrare, in che modo

potrei salutarti?

Con silenzio e lacrime.

George Gordon Byron 




mercoledì 13 luglio 2011

Fantasie


“Le fantasie non sono solo una allegra via di fuga.
Si va davvero altrove,
ma in qualcosa di gran lunga più estremo della normalità,
dove le cose diventano più belle, più stupefacenti e più terrificanti.
Si entra in un mondo di estremi che si incontrano”.
 

 (
Terry Gilliam)

lunedì 20 giugno 2011

CORPO SOTTINTESO














Mi fermai sulla stravaganza

di mai indossata biancheria

d'intima attesa epidermica
il tuo corpo sottinteso.



Micol©
 



 





 

mercoledì 25 maggio 2011

MARTHA CANFIELD

Toglimi l’erba che mi cresce intorno
non vedi che mi soffoca
ridammi l’aria il vento
la luce che mi manca
benché segreta e cupa
ormai indispensabile
annaffiami con l’acqua rigogliosa
del fiume che conosci
ritaglia i rami informi voluttuosi
butta le foglie marce
scava pota diserba
fammi tornare slanciata e sicura
come ero
nella pura bellezza dell’inizio
quando l’istante non era che assoluto
e poi senza pietà
ti prego
tagliami le radici
strappami dalla terra
fammi volare nell’aria sospirata
un giorno un’ora un attimo felice
lasciami sognare
non me ne importa niente
se il respiro mi basterà appena
per capire l’errore
l’insidia la vertigine
e poi precipitare
nel sonno senza sogni
del buio inafferrabile
del vuoto senza te.

Martha Canfield

 

giovedì 7 aprile 2011

Poesia d'amore su un tema di Whitman






Entrerò in silenzio nella camera da letto e mi sdraierò tra lo sposo
e la sposa,
quei corpi caduti dal cielo e coricati in attesa nudi e irrequieti,



braccia posate sugli occhi nel buio,
seppellirò il mio volto nelle loro spalle e nei loro petti, respirando la



loro pelle,
e accarezzerò e bacerò collo e bocca e scoprirò e conoscerò i loro



dorsi,
gambe sollevate e piegate ad accogliere, sesso nell'oscurità teso



tormentato e aggressivo
irrigidito dal buco alla testa eccitata,
corpi allacciati nudi nei brividi, fianchi caldi e natiche avvinte
e occhi, occhi scintillanti e seducenti, dilatati in sguardi di abbandono,
e gemiti del muoversi, voci, mani nei capelli, mani tra le cosce,
mani sull'umido, su labbra ammorbidite, palpitante contrazione di



ventri
finché lo sperma bianco si versa sui lenzuoli agitati,
e la sposa implora pietà, e lo sposo è coperto di lacrime di passione



e di compassione,
e io mi alzo dal letto colmo di ultimi gesti intimi e baci di addio -
tutto prima che la mente si svegli, dietro ombre e porte chiuse in una



casa buia
dove gli abitanti vagano insoddisfatti nella notte,
nudi spettri che si cercano a vicenda nel silenzio.

Allen Ginsberg

~




(un ringraziamento a Lucrezia)

 

giovedì 10 marzo 2011

L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL'ESSERE




Tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci guardi.

A seconda del tipo di sguardo sotto il quale vogliamo vivere, potremmo essere suddivisi in quattro categorie.
La prima categoria desidera lo sguardo di un numero infinito di occhi anonimi [...]
La seconda categoria è composta da quelli che per vivere hanno bisogno dello sguardo di molti occhi a loro conosciuti [...]
C'è poi la terza categoria, la categoria di quelli che hanno bisogno di essere davanti agli occhi della persona amata [...]
E c'è infine una quarta categoria, la più rara, quella di coloro che vivono sotto lo sguardo immaginario di persone assenti. Sono i sognatori.

Milan Kundera - L'insostenibile leggerezza dell'essere -

martedì 1 febbraio 2011

MOTHER DO YOU THINK



Dovrei stare sempre impegnata a fare
non dovrei fermarmi 
non dovrei farmi sopraffare dalla stanchezza
e sedermi
Non dovrei voltare la testa di mezzo quarto
non dovrei appoggiare il mio lutto sul cuscino
la notte è per coloro che non hanno rimpianti
i sogni per i bambini buoni
per quelli cattivi vanno chiusi negli sgabuzzini
Hai paura del buio?
Per punizione ti chiudo nello stanzino
buio che odora di cuoio e di lucido da scarpe
Sei stata cattiva da quando sei nata
piangevi disperata per succhiare quel seno
che mamma voleva dare solo a papà
Una bambina cattiva gelosa del fratellino
fra le braccia di mammà questo non si fa
e tu cacciata da quella casa
perchè un dottore brutto come un mostro
ha detto:La porti via questa bambina è isterica!
Urlavo solo per paura distesa su un lettino bianco
più grande di me, freddo come la luce puntata 
sui miei occhi.
Mamma avevo quattro anni
è da allora ho solo sbagliato
Sbagliato per amore, sbagliato per aver confuso
tante braccia che mi potessero dare amore
Mamma continui a dirmi che sono cattiva
anche oggi pure adesso
non sai quanto mi fai male
non sono capace di farmi amare
perchè non mi hai insegnato a farlo
Oggi non avrei dovuto fermare il ricordo su quel volo
su quell'armadio aperto sul mio cappottino di velluto blu
"Dov'è mia madre?" ... e già non c'eri più.

Micol


martedì 18 gennaio 2011

QUEL DOMANI IN DOGLIA D'ABORTO



In quel principio di tristezza
che nascondi ai miei occhi
sono la lacrima che rinneghi
con ostinato orgoglio
e che sapientemente ministri
dal cupo cipiglio che per ultimo
mi rivolgesti.


In quel principio di gravidanza

divenni lacrima che non s'asciuga
come il Mistero che si compie io sgorgo
lucido e caparbio ricordo sulla doglia
di un concepito domani indesiderato
da chi non volle essergli padre.

Micol

venerdì 14 gennaio 2011

DUE - ERRI DE LUCA



Due



Quando saremo due saremo veglia e sonno
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo,
saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi, gli occhi, i reni,
come i tempi del battito
i colpi del respiro.
Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.
Quando saremo due, nessuno sarà uno,
uno sarà l'uguale di nessuno
e l'unità consisterà nel due.
Quando saremo due
cambierà nome pure l'universo
diventerà diverso.

Erri De Luca


Erri De Luca (1950) è uno scrittore, poeta e traduttore italiano.
Conosciuto anche nel mondo dell'alpinismo, collabora con diversi quotidiani (tra cui La Repubblica, L'Avvenire, Il Corriere della Sera).






 

venerdì 7 gennaio 2011

RICORRENZE SULLA MIA INDIFFERENZA




Claude Théberge



 



Si sta facendo tardi e fuori piove
l'orologio è indifferente quanto la mia stessa indifferenza
indolente cammina e intanto si sta facendo tardi.
Mio padre e mia madre aspettano di sotto
ci riuniremo per festeggiare un onomastico, un compleanno
qualcosa che annodi un anno in più e ci aggrappi  con artigli
un altro ricordo da vivere più avanti forse un domani.
Pensieri scorrono sul filo da stendere
pinzati di colore i panni stesi non si sono asciugati 
non mi ero accorta che piovesse tanto,
non mi ero accorta che questo giorno
si era infilato l'impermeabile e cercava d'aprire l'ombrello.
Intanto si sta facendo tardi, intanto non riesco a provare nulla,
sono indifferente e per la prima volta non ho neppure un regalo
credo d'essermi dimenticata perchè sono così lontana.
Intanto si sta facendo tardi e perchè ora sono qui e scrivo 
riversando versi indifferenti sul mio volto d'occhi spenti 
ancora non so dire perchè questo giorno
di ricorrenze vive sulla mia staticità.
Indifferente 
non è differente da ieri
non sarà diverso domani
- apnea -

Micol©


07 NOV 2010

 

RICORDI DA SFOGLIARE






Fotografie che non lascio ingiallire
quelle di un compleanno bagnato di pioggia
allagata d'amore in un parcheggio di fortuna
gli ultimi giorni di una gioia poi perduta
che mi rotola incontro lattina vuota.

Oggi un coro di voci s'alza lontano
troppo distante dalla mia anima
ai margini emarginata e si unisce inascoltata
lo sguardo fermo sul raccordo dei binari.

Oltre, rette parallele proseguono,
viaggi equidistanti senza convoglio.

Micol©

23 Novembre 2010

LA BELLEZZA



FOTO DI CURALES©
(DAL WEB)


Non fioccano parole
in questo inverno inverso
dal mio cuore che sfida
un bianco sotto zero
sul panorama il dorso
di rovesciate barche
 ai confini di soffice rena
distante da qui.

E' soltanto una fotografia 

ma strazia quella bellezza 
Una bellezza algida e bianca
 bianco bagliore custode.




Micol

17 DIC 2010




 

PROTEZIONE DOVE STROFINARE IL SORRISO/"LEI&ME"


Protezione dove strofinare il sorriso                
 
E’ da romantico sogno d’ore insofferenti 
di sinossi non trasparenti e privazioni salvaguardate 
in un perimetro da compitare negli abbottonati nulla
di un misantropo confidenziale
da sospendere in lieve calore e non da rivelare 
che per una conversazione appena decrittata  
da rivelazioni non ragionevoli
 interpretate con difficoltà in alterazioni 
e in contraffazioni, di recondito al buio
sono uscita scorticata
 
Ora incontro, nel realismo delle meschine 
mie ventiquattrore, una forte e familiare
pesta di carezza delicata sui bianchi capelli
che incoraggia distinto sincrono salto 
 con forme raffigurate in raminga stagione 
di suolo umido 
e di fuochi d’artificio sul litoraneo
 
Tra lei e me, senza fine, florilegi 
nelle intercapedini del godibile 
 
un legame che é concordia
 
solo nostra 

"LEI"X"ME"




In un tempo del passato che non è mai passato
entrarono nel mio orizzonte scenari
ed echi di duellanti e lame di luce come spade
ferirono il mio petto
ma arrivò nel frattempo il contrapposto scenario 
che mi vede raccontare a lei
quel disperato bisogno di soccorso.
A me somigliante, lei, per quell'amore
sottile del bel pensiero e la dolce parola
divoratrici d'ore di laborioso dovere
eppure  fronte a fronte 
come pepite d'oro, setacciato il momento
troviamo per il chiacchiericcio e la confidenza
intente attente ricamatrici d'arabeschi

"IO"X"LEI"