Micol
sabato 12 dicembre 2009
martedì 10 novembre 2009
MAGMA E FIELE
E' trascorso ormai quel tempo
in cui scivolavano gonne sopra ginocchia piegate.
[In ginocchio, adesso, mi piego]
Era concederti d'ammirare il mondo
dal tuo punto d'osservazione.
[Vien giù da feritoie lo sguardo più scuro]
Indovino il sapore di una vertebra
sulla schiena che si volta ribelle
[e sali, sali come magma e fiele]
Mic
lunedì 9 novembre 2009
NUOVO GIORNO D'ECLISSE
Devo arrendermi sulla scia della notte
surfando l'onda vorticosa di un tetto di sapone
giostrata dall'indice di Morfeo
insieme a me scivolano titubanti colombi tubanti
senza più ali per nascondere il capino.
Non ci resta che arrenderci alla notte
che dietro alla luna si nasconde
per cucire fantasie su stracci,
diverse ad ogni ora del nuovo giorno d'eclisse
che troppo presto albeggerà dietro il ramo.
Micol
(rivisitata - Tit. originario "Devo arrendermi" 01/10/08)
VUOTO
Vuota
Vuota di parole
Vuota di senso
Vuota
Avrei bisogno di raschiare il sedimento
Riuscirei a tirare fuori un pò di materia
sporcarmi le braccia di viscida melma
Vuota
Vuota la mano destra
vuota la tasca sinistra
non sento battere l'orologio analogico
dentro la gabbia toracica
Suonano alla porta
non aprirò, la casa è vuota
Vuota la finestra
di quell'ombra che s'affacciava
Vuota la mia testa
Avrei bisogno di pensare
Riuscirei a prendere a calci le mie gambe
procurarmi lividi e finalmente urlare
Vuota mi cullo dentro vuoto di braccia e destino
Vuoto che mi circonda
Vuoto che circola sostituendo il sangue
sangue rappreso nero cuoio
"Non permetterlo, non lasciarti andare"
ha soffiato il sopravvivere
Avrei bisogno d'andare
senza meta, senza pagare un biglietto
Vuoto il bicchiere mezzo pieno
Vuoti gli orizzonti del mio presente
Vuoto il mio futuro
Micol
venerdì 9 ottobre 2009
NESSUNA DONNA SAPRA' CULLARTI
COME IO TI CELEBRO NEI MIEI VERSI
Anna Achmatova
LASCIO LA CASA BIANCA
Lascio la casa bianca e il muto giardino.
Deserta e luminosa mi sarà la vita.
Nessuna donna saprà cullarti
come io ti celebro nei miei versi:
non scordare la tua cara amica
nell’Eden che hai creato per i suoi occhi,
per me che spaccio una merce rarissima
e vendo il tuo tenerissimo amore
Anna Andreevna Achmatova, pseudonimo di Anna Andreevna Gorenko, (1889 – 1966), è stata una poetessa russa.
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