martedì 16 marzo 2010

ROSE BLANCHE




Je sens la tristesse
des pétales blancs
dans le vase transparent
sans l'eau qu'il fait limpide
la réflet du matin.

Micòl

giovedì 11 marzo 2010

FALO' DI PAROLE




Il fumo brucia in gola, falò di parole.
Serratura in doppia mandata
fuori di qui vive la bellezza.
Verità nascoste in seno alla debolezza
incartano nostalgia nel buio della stanza
come candele consumate  nell'attesa della luce
io mi spengo in questo silenzio avaro di Te.

Micol

domenica 7 marzo 2010

Senza titolo 29


Parla questa lacrima, rotola per cadere
Perla sul mio viso che cade con essa
scivola il rimmel scrivendomi addosso
parole che l'anima ha trattenuto a lungo
e di nero asfalto sono le strade
percorso di collo ed anse di colline
i miei seni torniti.
Come potrei rinunciare alla bellezza?




sabato 6 marzo 2010

PENELOPE SCALZA




Oggi è un buon giorno per ritornare
ad aprire sipari sulla polvere del mondo
filtrare luce ferendo gli occhi
scostare quel tanto che dice parole
righe di pulviscolo come cerniere scese sulla pelle
e vibra suono emesso dalle corde tese dei capelli
allacci d'abbracci stretti da nastri trasparenti
da capo e coda nati per esser sciolti
da mani incorporee.
Vibra l'ala, il fiato e la carne sul bacio nascosto
dietro la finestra, quel vetro sirena con potere
d'incanto, col canto d'amore e morte che
mi richiama sui vapori densi che infestano
la ragione succube d'oblio senza fine.
Tremo di pena mio Nessuno.
Cammino su petali di vetro che separava
io Penelope scalza.

Micol©poesia

lunedì 1 marzo 2010

Piedi nudi



 
Si confusero le parole, s'ingarbugliarono sul filo allentato,
non avevo capito, oppure si, il volo che presero le bolle di sapone
sopra il parco dei divertimenti. Ero una giovane donna triste,
sono oggi la pazienza della madre che guarda al figlio
il piede che cresce
e diventi grande un giorno sull'altro sempre di più cresci
senza andare mai via
e irraggiungibile diventi dall'acuto che esala fino alla fine
l'aria che riempiva polmoni il mio requiem.
Parole non premeditate, isteria di una gelosia,
divenni mare in tempesta e spaventai ogni illusione
il mio sguardo senza luce si stende sulla sabbia, riemerge dalla battigia
impregnata d'onda e riflessi color bottiglia, distesa grigia orfana
di calchi di piedi nudi che più incrociarono la stessa via,
i tuoi, i miei.




Micol©Poesia