
All’isola che più non mi culla,
fra onde e spuma
lascio le mie reti alla deriva,
perchè è sul verderame scoglio
lambito da eterno vagare
di alghe e sale
che rifugio io bramo.
Al mio divenire su vergini rive
sarò Venere (ri)generata
dalle cristalline distese
fra cielo e mare
e abbraccerò albe e tramonti
con esperto sguardo
sotto arboreo ombreggio.
Né porti, né fari
nella giusta ora del navigare,
perchè siano soltanto
sull’orizzonte stellato
la beatitudine perfetta
e le lampare ad illuminare.
Micol
fra onde e spuma
lascio le mie reti alla deriva,
perchè è sul verderame scoglio
lambito da eterno vagare
di alghe e sale
che rifugio io bramo.
Al mio divenire su vergini rive
sarò Venere (ri)generata
dalle cristalline distese
fra cielo e mare
e abbraccerò albe e tramonti
con esperto sguardo
sotto arboreo ombreggio.
Né porti, né fari
nella giusta ora del navigare,
perchè siano soltanto
sull’orizzonte stellato
la beatitudine perfetta
e le lampare ad illuminare.
Micol