Ha qualcosa di simile
alla roccia corrosa dal vento
questo mio mutamento.
Il tempo,
artista presuntuoso e padrone
della mia esistenza
lavora con arti esperti
la creta di cui sono composta.
La mia sottomissione asseconda
i giri concentrici del tornio,
la fresca acqua idrata
e plasma la mia fibra
sotto la manipolazione.
Ha qualcosa che ricorda il deserto
la mia contrizione
struggente nel suo mistero più segreto
dove dalla sabbia emergono scheletri
nessuna memoria dalle orbite vuote.
Dio! Ho solo questa vita a disposizione
e trascorro il tempo che mi è stato concesso
e guardare scivolare fine erg in clessidre
per poi girarle
e rigirarle
senza altro impegno
che fissare la mia immagine
riflessa nel consunto vetro.
Micol