Voglio andare a riempire il mare,
che steso al sole sta ad asciugare,
con l’inganno delle sirene in canto,
con i sassi stretti in pugno mai scagliati
e con le parole mutate in mosaici di vetro,
frantumati sotto i denti.
Aspetterò l’onda perfetta
e arriverà inarcandosi a ponte.
L'accoglierò come docile amante
- lingua d'orizzonte –
fluida e piena, dentro la mia bocca
e godrò del sapore di verità inabissate.
Mi lambirà l’azzurro bacio
fatto di labbra d'acqua e cielo
e m’accadrà forse di volare o, chissà…
forse, resterò per sempre lì ad annegare.
Micol