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domenica 21 giugno 2009

LINGUA D'ORIZZONTE

 



V
oglio andare a riempire il mare,
che steso al sole sta ad asciugare,
con l’inganno delle sirene in canto,
con i sassi stretti in pugno mai scagliati
e con le parole mutate in mosaici di vetro,
frantumati sotto i denti.

 Aspetterò l’onda perfetta
e arriverà inarcandosi a ponte.
L'accoglierò come docile amante
- lingua d'orizzonte –
fluida e piena, dentro la mia bocca
e godrò del sapore di verità inabissate.

 Mi lambirà l’azzurro bacio
fatto di labbra d'acqua e cielo
e m’accadrà forse di volare o, chissà…
forse, resterò per sempre lì ad annegare.

             Micol