Papaveri screziano un cielo dipinto
e dall’oblio eroso,
dove un giorno odorosi di campo
abbracciavo bouquet,
le effimere emozioni
ora segnano lividi sopra di me.
Petali rossi in solitario volo
si spiegarono per toccare il cielo,
coraggioso viaggio
nella caducità temporale
che di fiore altro non conosce
che l’essenziale bellezza.
Del rosso e del nero
sono ferita aperta e sanguinante,
papaveri al cielo
in equilibrio sul fluttuante stelo.
Si stagliano in timido saluto
sotto la carezza del vento
e sullo schermo della memoria
flemmatico movimento
è il commosso sguardo,
davanti alle immagini in sovraimpressione
sul blu cobalto di meriggi estivi.
Micol
21 Jun 2007