martedì 9 febbraio 2010

Nell'aria






E' nell'aria il rubino d'ali d'Angelo
sulle pieghe mosse dal tramonto,
gabbiani sollevatisi in volo dal mare
pargono volteggianti fazzoletti bagnati 
in mimo d'arrivederci
e tutto abita il mio cielo, così le tue parole,
farfalle variopinte vissute sulle amate labbra
nell'aria ancora gorgheggiano
echi ora taciuti posati sulle mie spalle chine.

Micol©Poesia


 


martedì 2 febbraio 2010

GODI DI ME!



Godi di me
dell'ambra calda di cui è fatta la mia pelle,
godano le tue narici dietro il tenero lobo
immerse tra il profumo e il collo riverso
nel regalo del mio ansimo per te.
Traccerai sfregio di saliva là dove bulbi
hanno fatto fiorire onde scure di morbidi capelli
e scivolerai lento dallo zigomo
viaggiando avido guardando alla tua meta
oltre il monte di Venere.
Godi di me e dei panorami di questa terra,
percorrendomi come sentiero imbattuto
con le tue dita tese a raccogliere ogni frutto
del mio giardino invernale.
Marchio e fuoco la tua bocca sull'ombelico
e calice di rosee labbra pronto a contenerti
liquido d'aroma prelibato
e mi offro nella gioia di un sogno,
fremente come foglia sola sul ramo
vittima sacrificale di questo destino
a cadere sotto i colpi sensuali
di notturni riflessi di falci e lune.
Godimi dall'alluce alla caviglia,
imbrigliata e sellata cavalcami
in un galoppo di sensi selvaggi
e liberata in quel "Ti Voglio"
taciuto e sospirato che lenzuola imbavaglia,
lega e soffoca dall'urlo dello strappo
sul raso manto di sesso in abbandono.

Micol©Poesia


domenica 24 gennaio 2010

LANCIATORE DI COLTELLI




Saranno marciapiedi a respirare passi, i tuoi.
Trampoliere sovrasti paludi d'isolati quadri
da salotto.

Saranno appartamenti pieni di stanze
quelle di ricordi che registri
e che non mi appartengono
perchè ancora vuoti d'arredi, sei solo
ad ingoiare scene su divani,
a guardare dentro telecamere accese
le tue collezioni di pugnali.

Lame lucide specchiano il particolare
del tuo sorriso affilato ed assassino
di lanciatore di coltelli,
rimosso il ricordo del mio grembo genitrice d'amore,
hai centrato con spettacolo d'applauso
e non c'è dolore. sanguino
d'incorporeità e di assenza gravitazionale
recisa  giugulare affluente d'emozioni.


Micol©Poesia




mercoledì 13 gennaio 2010

Senza veli sapevo di pioggia




Sapevo di pioggia e di vento sulle labbra
disegnate da un pallido segno di cicatrice
e di ferite aperte sapeva la mia bocca,
nel frapporsi la lingua si spogliava di parole
per mostrare godimento in quel dolore
atteso, malinteso, temuto, strappato.
Senza veli coprivo l'anima sempre esposta
amaliata e gracile, come sposa abbandonata.
Fors'anche il giusto divenne errore
sotto un cielo ingrato, infedele, ingiusto
non volli lavarmi mai del peccaminoso gesto
perchè fu quello che più amai ed ancora
spudorata pretende l'ironica sorte, giustizia.

Micol©poesia




 

sabato 2 gennaio 2010

RUGGINE




 

 

Ruggine ingrippa le mie parole.
Meccanismi ossidati
esposti alle intemperie emozionali.
Incoerente, friabile fenomeno di corrosione
in su il labiale che si sgretola
sull'emissione del fiato.

Reazione complessa, processo
deteriorante complice il tempo.
Danno strutturale fin dove
le particelle salivari hanno umettato
sillabe, di ferro abbattuto,
per divellere cancelli.

Micol