In questa notte di silenzi, non c'è musica nè poesia s'addentrano indiscrete, sciolte nel vino d'aroma di legni, malinconia e nostalgia. Tuoni alti squarciano il cielo e una pioggia improvvisa benedice lo sguardo dalle tempeste che han visto porte chiudersi violente prima che la sabbia fine invadesse le bocche. Vicino al mare vorrei essere, adesso, in quest'ora scura, schiarita dall'opalescenza della spuma adagiata sulla riva dove i miei passi lascerebbero orme che l'onda spietata andrà a carpire e nascondere negli abissi dove gridano le forze segrete. Ed avevi un sorriso di grano maturo in quei giorni di luglio e io già deliravo di febbre e di presagio ostile per quell'assenza che giungeva inattaccabile sul mio sonno d'assillo che fra le linee delle tue mani nude, ancora mi tiene prigioniera.
Lattina vuota, rotola il tempo, avanza dietro colpi di stivale. Ammaccato, distorto insensibile al mutamento non si ferma l’incedere di questo mio atto. Con piede levato, calciando tal’aria in tasca ferita, lui, stringe sonante moneta per liquidare un sorriso. Corre, tossisce, rimorchia col naso scanzonato fischietta incurante d’esser maltrattato e riprende la corsa, pendendo di fianco Gira in tondo senza fine si sente ubriaco ed è cieco il baccano di come dal gioco rovina atterrando ad angolo lì, di marciapiede, dove rimbalza fra minuti, secondi e primi nel buttare le braccia al cielo mentre il suolo si fa dimora
Accendo/ Spengo/ Ossessivamente /Luce /Buio nella mia mente Apro/ Chiudo/ Lentamente Le mie mani senza dita. Uno. Due. Tre. Consumate le ha il tempo. … Contavano fino a cento E poi ancora fino a mille e su mille altre mille il trascorrere delle ore. Rotolano le pietre secco rintocco dentro il letto discorsivo d'emozioni ed io confusa senza eco accecata ci ho creduto. Accendo/ Spengo/ Ossessivamente /Luce /Buio nella mia mente. Clik!
Mic
****************** Come what may I will love you until my dying day!
Papaveri screziano un cielo dipinto e dall’oblio eroso, dove un giorno odorosi di campo abbracciavo bouquet, le effimere emozioni ora segnano lividi sopra di me. Petali rossi in solitario volo si spiegarono per toccare il cielo, coraggioso viaggio nella caducità temporale che di fiore altro non conosce che l’essenziale bellezza. Del rosso e del nero sono ferita aperta e sanguinante, papaveri al cielo in equilibrio sul fluttuante stelo. Si stagliano in timido saluto sotto la carezza del vento e sullo schermo della memoria flemmatico movimento è il commosso sguardo, davanti alle immagini in sovraimpressione sul blu cobalto di meriggi estivi.