sabato 15 maggio 2010

Legami le mani



Antoniazza Arte - Numero IX




Richiama a te tutti i Venti della Notte
scoperchiando  vaso di Pandora.
Soffieranno forte da ogni direzione
liberando l'alito del Tuo respiro.
Abrade la mia pelle
fine sabbia del deserto
Tu che arido non sei e mai sarai
gonfi vele per navigare
in questo mare che ho di Te.
Slegami le mani.

Micol©




sabato 1 maggio 2010

Io Sono FolLe




IO SONO FOLLE, FOLLE




Io sono folle, folle, folle di amore per te.
Io gemo di tenerezza perché sono folle,
folle, perché ti ho perduto.
Stamane il mattino era sì caldo
che a me dettava questa confusione,
ma io ero malata di tormento
ero malata di tua perdizione.
 



Alda Merini

Senza più progetti




 



Sono divenuta un cassetto vuoto di progetti
ed unghie corte per non inciampar sui tasti.
Rumino cewingum per l'isterismo e apparenza
ed appartenenza, appartengono a quel codice genetico
ladro di possibilità in addebito. Sulla misura della disillusione,
oltrepasso i bordi freddi della tazza di ferrosmalto rosso
dove ha pieno la noncuranza e la lentezza occupa
lo spazio semi ellitico di un'altalena, che ciondola
a sorridermi sotto le natiche di un falso giorno, cadenzando
sullo stesso asse la curva stridente dal suono d' ingranaggi
da lubrificare. Si ripetono sui fianchi i riflessi di pochi grammi
di mani che incartai incapace d'afferrarle, ma che scombinarono l'aria
e tutto il resto intorno. L'orto di mio padre è gravido di frutti,
sputa ciuffi d'erba da zolle umide di terra, non assecondava
il desiderio sui giardini zen quei ciottoli di fiume tra filari sulfurei
di verderame e buche da scavare per stanare lombrichi.

Micol©Poesia

 

lunedì 19 aprile 2010

Sputando fumo.


Questo avanzare sui misteri, sfogliando libri aperti senza finale
e tavoli apparecchiati dalla sera prima di posate/posate sopra piatti sporchi.
Sottofondo d'interno, la televisione trasmette un film fuori programma
sorrido, piango qualche volta impreco, con due occhi immobili di vetro
e due dietro la testa che cercano qualcosa che hanno perduto.
Non trovano mai quel che han perduto.
Dalla cattedra lo chiamano passato, gli hanno dato una coniugazione,
un tempo, una collocazione.
Professore non ho studiato, forse è per questo che cerco un altro indirizzo,
una via sconosciuta, dove un volto sulla porta indossa una giacca di pelle
aspira avido il mio ricordo sputando fumo.


Micol©Poesia


^Å^

giovedì 8 aprile 2010

BLUES ~ J.K.




Parte delle stelle mattutine
La luna e la posta
L'insaziabile X, il dolore delirante,
- la luna Sittle La
Pottle, teh, teh, teh, -
I poeti in vecchie stanze gufose
~
che scrivono curvi parole
sanno che le parole furono inventate
perché il nulla era nulla
Usando le parole, usate le parole,
le X e gli spazi vuoti
E la pagina bianca dell'Imperatore
E l'ultimo dei Tori
Prima che la primavera si metta in moto
Sono una montagna di nulla
di cui volenti o nolenti disponiamo
Così di notte contratteremo
nel mercato delle parole

Jack Kerouac


 




Voglio essere considerato un poeta jazz che suona un lungo blues in una jam session d'una domenica pomeriggio.
J. Kerouac