sabato 31 gennaio 2009

QUATTORDICI BUCHE





L'impotenza arriva lentamente.

S'insinua come un serpente dalle spire mortali.
Tutto appare nella sua normalità mentre il subdolo sta preparando il suo nido, ridacchia la bestia nefasta, sibila la lingua biforcuta perchè si trasformino in pensieri la sua potenza sulla mente del prescelto.
I sintomi sono diversi e soggettivi, ma in genere ci si alza al mattino con un vago cerchio alla testa, gli occhi si presentano infossati e pesti, la lingua riarsa, nella bocca il retrogusto di mandorla amara.
E' il fiele che s'annuncia.
Cammino da settimane, trasformati in mesi, con questo logorio interiore, vigile negli automatici compiti quotidiani, sempre in posa sorridente come in attesa che qualcuno all'improvviso mi renda un ritratto fotografico.
Sempre sul punto di perdere la presa in sentimento di caduta libera e in attesa che tutto sfoghi o per lo meno mi lasci un poco di pace.
Invece continua il sibilo, non lo sente nessun altro oltre me.
Sono diventata sensibile ai rumori, riesco a percepire il passaggio di una moto in strada mentre ascolto musica attraverso gli auricolari, contemporaneamente rispondo alle domande di qualcuno e i bambini schiamazzano nei loro giochi.
Sono tesa, attenta, intanto comunico con me stessa: "non pensare... non pensare... respira!"
Quando apro gli occhi le ho davanti.
Le mie bambole di porcellana, non capisco dove rivolgono lo sguardo.
Occhi grandi, iridi color cielo, giada, grigie, miele, nocciola, tante gradazioni da dover mettere gioia con tutti quei colori...
Sono state una passione antica, probabilmente per colmare il senso di vuoto di tutte le bambole che non ho ricevuto in regalo quando ero bambina.
Sono una collezione fatta con attenzione, sono in mostra con tutti i loro vestitini d'epoca, alla marinara, velluti, broccati, pizzi e merletti. In posa con boccoli biondi, rossi o scuri, e quei visini... i loro visini inermi, con quel senso di vacuo, le gote rosate sulla porcellana biscottata sono alte a sorreggere sorrisini obbligati.
"Sono una bambola dovrò pur far di tutto per piacere, NO?!" ...
Sfido il grottesco con il braccio alzato a far tacere quella spaventosa scena che il sipario della mia follia ha appena aperto.
<perchè non sorridi?> dico a Jude sfidando le sue labbra dipinte a cuore che fanno intravedere due incisivi troppo bianchi!
<perchè non mi guardi?> dico a Madge accarezzando il suo vestitino primaverile di pizzi e fiorellini.
E' in quel momento che l'impotenza trasforma la sua natura e la serpe s'impossessa di me sibilando:
<basta un gesto, una sola azione ... fallo! Fallo ora>!
Le mie bambole di porcellana sul pavimento hanno un aspetto devastato, la violenza della mia rabbia datami dall'impotenza le ha uccise.
Sono volti sfregiati, braccini spezzati, buchi neri nella porcellana rosata, quella loro non-vita è sparsa ovunque.
Sono seduta in mezzo ai loro resti.
Sono terribilmente stanca, scivolerei volentieri dentro al sonno.
Sono una bambola anch'io di porcellana violentata, scaraventata contro il muro, sbattuta sul pavimento.
Sono come loro, distrutta e irrevocabilmente risanabile, dagli arti contorti e spezzati, dal volto sfregiato dalle labbra agli occhi, corpo dinoccolato.
Ora mi ricordo... mi ricordo quel sibilo, non lo sento più.
La serpe ha ottenuto ciò che voleva e ora tace, forse anch'essa spaventata.
Tace l'impotenza, anche l'ira com'è arrivata se ne è andata, lasciandomi svuotata e insensibile.
Tutto ha uno strano rumore di sottofondo intorno a me.
E' il silenzio della morte.
Devo avere forza e alzarmi, l'omicida dopo la strage deve decidere con fredda cognizione la soluzione, potrebbe costituirsi oppure si procura una pala e scava nella nuda terra.
Le ho contate, appena scenderà la notte andrò a scavare quattordici buche.

Mic






foto fonte web: www.ilmondodielena.it/bamboledark


mercoledì 28 gennaio 2009

OMBRE CINESI






Sul bianco telo teso
della concordata unione
alternanza di gesti
figure piatte e scure
manovrate
dalla mano atrofizzata
della noncuranza.

In ritmiche pantomime
ci muoviamo simpatètici
ad ombre cinesi,
un sottofondo
di strumenti musicali

studiano l'accordo
sopra i canti e le grida
le risate e la convulsa ridda
sul polveroso teatro suburbano
delle nostre esistenze.

Fruscìo di desideri inespressi
strisciano insistenti
in un determinato punto del mio essere
e sulla sua temperata fibra,
  in contemporanea
  sinuose coreografie
si muovono nell'aria irrespirabile
incontro all'ipocondriaco finale.

Micol









Forbidden Colors - Ryuichi Sakamoto (Solo Piano)


martedì 27 gennaio 2009

SUL CELATO MISTERO DELL'ORIZZONTE.








(Ascoltando L. Einaudi "Le Onde")


Palmi aperti accarezzano l'onda del vento
avranno cura di ammansirlo laddove si fa più forte,
mentre la roccia perenne resta silenziosa,
ancorata nel fondale del suo liquido destino.
La sua anima imparò ad ascoltare la voce del tempo,
sottomessa al suo volere e di solitudine perisce,
la risacca vela talvolta lo sguardo
volto eternamente sul celato mistero dell'orizzonte.

Micol



domenica 25 gennaio 2009

All’isola che più non mi culla






All’isola che più non mi culla,
fra onde e spuma
lascio le mie reti alla deriva,
perchè è sul verderame scoglio
lambito da eterno vagare
di alghe e sale
che rifugio io bramo.

Al mio divenire su vergini rive
sarò Venere (ri)generata
dalle cristalline distese
fra cielo e mare
e abbraccerò albe e tramonti
con esperto sguardo
sotto arboreo ombreggio.

Né porti, né fari
nella giusta ora del navigare,
perchè siano soltanto
sull’orizzonte stellato
la beatitudine perfetta
e le lampare ad illuminare.

Micol

mercoledì 21 gennaio 2009

Inutile tentativo di strapparmi dalla pazzia





Fili di rame s'attorcigliano intorno alla mia ribellione,


non hai abbastanza talento per capire che mento,

e sotto questo ruvido sorriso,  pettino fili di lana


rozzi capelli su bambole di pezza.




Vorresti portarle via da me



- inutile tentativo di strapparmi dalla pazzia -



e giri intorno ad una sedia vuota


mentre ti osservo nell’angolo nascosto


di un mondo arredato in legno verde
dove crescono spontanee matite colorate.

Micol




sabato 17 gennaio 2009

venerdì 16 gennaio 2009

Meravigliose bugie






Sono esibizioni in torsioni
d’astute interpretazioni
le meravigliose bugie,
chine, premurose e guardinghe,
su calici di denso vino e perversione.
Nascondono lacrime di sangue
scivolate da pensieri tagliati
e la gola bianca rovesciano sulla nuca
sacrificandosi allo specchio,
dannata anima delatrice.
Con livore di vecchia meretrice,
traccia segni nuovi, sopra trucchi sfatti
e nei volti silenti di figuranti confusi
compare a sfregio
ghigno rosso e nero di sfacciata menzogna.

Micol



giovedì 15 gennaio 2009

Senza Luna



Quest'anima
senza cuore
sfiora un desiderio
senza pelle
dove distanze
senza stanze
bramano presenze

e gli istanti
senza tempo
sfiorano
senza labbra
come cielo
senza luna
sono io
senza te

Micol


martedì 13 gennaio 2009

REQUIEM




Potrò infine giurare che ciò che i miei occhi

udiranno sarà reale e non un sogno?
S’innalzerà sinfonia,
aspersa per mistica composizione
dal Maestro in scena madre,
un requiem in do minore
tra cori di Troni e arie d’incensi
libreranno immateriali.
Ogni dolore vissuto
sarà servito ad espiazione di tutti i reati.
Rinuncerò al demone
detentore della mia anima nera
e concederò alla mano tenebrosa
il tempo dell’estrema confessione.
Una carezza mi sottometterà
all’attesa del benefico indulto
e l’assoluzione si presenterà
freddo sudore in lacrimosa pelle.
Labbra sfinite ed arse dalla passione in disfatta
depositeranno il giuramento "finchè morte non ci separi!"
e l’amore sarà di tutte le ricchezze l’unica postulare,
perché sia racchiuso fra l’incrocio delle dita,
nei silenziosi fiati della custodia eterna,
il segreto che fra i segreti fu il crocifisso.
Micol



lunedì 12 gennaio 2009

shhhhh!!!.....




shhhhh!!!.....

Non lo sentite anche voi?
E' il pianto di una bambina,
che dall'anima tende piccole mani
che chiedono solo amore
un pò d'amore.

shhhhh!!!....
Ora si fa più intenso
non lo sentite?
è quello di un'adolescente
il corpo acerbo ma preteso
e il pianto sale
sale ancora

e sale quella donna
su scale bianche,
scivola,
inciampa,
cade,
 si rialza e
cerca di arrivare a sfiorare
un pò di luce
con sorriso di sale
sul volto rigato
come divisa da carcerato.

Shhhh!!!....
lo sentite ora?
quel pianto che si confonde
nell'aria?
ha il profumo di pioggia
sui suoi capelli,
il tepore del suo seno
d'abbraccio
e alito che condensa
nel freddo.

Sei foglia d'autunno,
stella cadente,
amore perdente...
piangi tutte le tue lacrime
non ci sono mani per te
non ci sono occhi per te
non ci sono labbra per te
solo silenzio
....
il tuo
.....
nessuno che ascolti il tuo pianto!

Micol

sabato 10 gennaio 2009

AGO












Ogni notte consumo

poveri giacigli
d'insonne rimestare
del sopore di corpo
e inappagata mente.
L'oscurità è movimento
d'ombre conosciute e
del fieno ha il pungente
profumo di sogni infantili.
Ancora ho quelle mani
curiose e acerbe
graffiate dal frumento di paglia
in cerca dell'ago.
Natura insidiosa
in così fine anima d'acciaio
prepotente del suo valore
s'adopera, strumento di dolore.
Micol




martedì 6 gennaio 2009

Jim Morrison






Slide show- Jim Morrison and Pamela Courson.
Music - The doors- Love street


Io amo e vivo in silenzio ma dietro ogni sorriso nascondo una lacrima di dolore.
Io sono così perché rispecchio quello che ho dentro.

Jim Morrison
(James Douglas Morrison)



PER GRAFFIARE IL CIELO







Nicoletta Thomas Caravia "Amantes 110"

01 Jun 2007






La mia anima spogli dolcemente
e di baci incornici il roseto dei miei seni,
sei l'artefice d’opera in trasparenza avvolgente
e m’inebri in vertigine di fiato e pelle.
Percorri con immense mani, strade che
m’insegni ad amare
e premi sulla schiena promesse che
mi allacciano a te.
Toccami, appena sopra l’ incrocio d’affluenti sottomarini,
per affondare nella pienezza delle nostre labbra,
suggendo frutti di mare maturi.
Indifferente alle correnti spazio temporali,
resti con me, onda magnetica che attrae
dentro vortici d’essenza di gola e miele.
Danzatori acrobati oscilliamo sospesi in voli d’altalene
e solo le mani liberiamo, ma per graffiare il cielo.




Micol





lunedì 5 gennaio 2009

DUNE






Vorrei non averle qui



queste note imprigionate

dalla nostalgia,

assolo che strugge

fluido e imponente.

Vorrei averti qui

anche fosse deserto,

sarei dune distese

sotto il tuo corpo

di caldo vento.

Micol    







venerdì 2 gennaio 2009

REPLAY



Ancora il sole scalda
come non vorrei

ad impressionare colori
su fotografie

come un replay
riavvolge gli umori

i profumi del mare
e stelle che cadevano.

Un cielo attraversavo
e mi apparteneva

ora è rifrazione del tempo
teso a fermarsi

sopra orma indelebile
specchio di memoria.

Micol



VOLO IMPRONUNCIABILE E INVERSO






Come carta consunta
su pareti di calce,
strappare vorrei

questo silenzio.

Tirare di lato


a brandelli il passato
per liberare isole bluette
di fiori dimenticati.




Graffiare sul tacito assenso
che il tempo padrone
ha lasciato in bilico
fra lingua e denti,


quelle parole



pronte a spiegare un volo
impronunciabile e inverso.

Micol